In Asia, ma non in Cina 1

boh, mercoledì 20 luglio 2011

thangkaStrano a dirsi, Tucci non andò mai in Cina. Fu il suo figlio diletto, l'IsMEO, ora IsIAO, di cui al tempo era presidente, a iniziare i rapporti culturali con la Cina comunista. Eppure lui non ci andò mai.

Dopo aver soggiornato in India insieme a Formichi nel 1925, Tucci si spinse nelle regioni himalayane per reperire i preziosi manoscritti che ora, grazie a lui, fanno dell’Italia uno dei più grandi depositi di testi rari di buddhismo tibetano del mondo. Quando il Tibet fu invaso dalla Cina, le sue spedizioni si rivolsero esclusivamente al Nepal, ricchissimo di arte, storia, reperti archeologici, manoscritti.

Nagarjuna e il culto dei serpenti nel buddhismo 0

boh, martedì 08 marzo 2011

Non solo nell’induismo, ma anche nel buddhismo i serpenti sono venerati perché eressero i loro cappucci per proteggere il Buddha.

Europa e Asia: la sostanziale unità dell'Eurasia 7

boh, martedì 04 gennaio 2011

EurasiaIn questi giorni bui di persecuzioni religiose conoscere Giuseppe Tucci fornisce una risposta all'apparente diversità fra fedi e culture. Alla fine degli anni Cinquanta, infatti, Tucci espose sinteticamente ma organicamente la convinzione della sostanziale unità dell’Eurasia - perché occidentali e orientali non sono così diversi né, tantomeno opposti, anzi, hanno una storia comune:

Mens sana in corpore sano 2

boh, martedì 04 maggio 2010

fascismo e Italia in movimentoParlando di sport, non molti sanno che Tucci, al rientro dalle sue avventure in Asia in cui camminava a cavallo, o preferibilmente a piedi, per centinaia e centinaia di chilometri, per montagne ghiacciai deserti e pianori, faceva sport nel giardino della casa di San Polo dei Cavalieri.

La modesta Italietta provinciale guarda all'Asia 0

boh, giovedì 25 febbraio 2010

Per capire perché Mussolini finanziò lautamnente le esplorazioni in Asia di Tucci basta ripensare alle parole che scrisse Gentile nel 1937:

L’Italia, ormai all’avanguardia di questa Europa conscia della sua provvidenziale missione, da che il Fascismo, creando l’Impero,

Limes - Il pianeta India: Gandhi dynasty 0

boh, giovedì 31 dicembre 2009

Limes Pianeta IndiaSe volete finire l'anno in bellezza andate subito a comprare Limes - Pianeta India. E' un numero interamente dedicato al subcontinente che ha onorato Giuseppe Tucci conferendogli il prestigioso Premio Jawaharlal Nehru per la Comprensione Internazionale.

Limes è un'ottima rivista di geopolitica e a questo numero hanno collaborato grandi firme internazionali. Più modestamente, troverete anche il mio articolo Gandhi dynasty, sulla famiglia che ha generato tre primi ministri - Jawaharlal Nehru, Indira e Rajiv Gandhi -, e che ha più influenzato la politica non solo dell'India, ma del mondo.

Fu Nehru, infatti, che al tempo della Guerra fredda decise di non allinearsi né con l'Occidente e la NATO, né con l'URSS e i Paesi dell'Est, scegliendo per l'India una terza via di non allineamento e di neutralità, via che hanno percorso in seguito anche i paesi dell'America centrale e meridionale, quelli della Penisola Arabica, l'Africa e il Sudest asiatico. Tutti conoscono poi l'enorme sviluppo che sta avendo l'India a livello economico, uno sviluppo temuto dal gigante confinante, la Cina, e voluto dai politici che si sono avvicendati e dalle multinazionali, che hanno fatto parlare di neo-colonialismo occidentale sul suolo indiano.

  • Gandhi dynasty

  • Il primo ministro Jawaharlal Nehru (1889-1964)

  • Indira Gandhi (1917-1984), Feroze Khan (1912-1960) e il figlio Sanjay (1946-1980): la dinastia cresce

  • Il potere dei Gandhi si allarga a macchia d'olio

  • Una, dieci, cento dinastie

  • Una grande famiglia per la più grande democrazia del mondo, dove le cariche si tramandano per via parentale. Dal padre del primo capo del governo indiano, Jawaharlal Nehru, fino al figlio di Sonia, Rahul Gandhi, una storia di potere, influenza e nepotismo.

    Un ragazzo di settanta anni 0

    boh, lunedì 20 luglio 2009

    Indian womanNel 1961, durante gli scavi nella valle dello Swat, in Pakistan, Tucci dovette fermarsi un mese in più, fino a tutto gennaio, per un grave incidente d’auto avuto vicino a Kabul.

    Certo però non si scoraggiò perché in quegli anni andò ancora diverse volte in Giappone, in Thailandia e in India,