Occorsero sei giorni alla spedizione Tucci del 1948 per arrivare nella valle dove si trova il monastero di Narthang. Il posto era conosciuto come “la biblioteca del Tibet” perché qui si trovava la più grande stamperia della parte centrale del paese, dove al tempo pubblicavano i 108 volumi tradizionali del Kanjur e i 224 del Tanjur. L’intera raccolta di matrici però non si trova più nel monastero, sembra che nel 1966 sia stata distrutta dalle Guardie rosse cinesi.
Narthang, la biblioteca del Tibet e i volumi del Kanjur e del Tanjur 0 commenti
boh, giovedì 18 agosto 2011Tucci e i manoscritti: sempre il primo 1 commento
boh, lunedì 25 aprile 2011Tucci fece sempre quello che di volta in volta gli era più congeniale per portare avanti al meglio i suoi studi, soddisfare la sua sete immensa di sapere, riportare dall’Asia tesori e conseguire una fama che gli aprisse le porte di ambienti politici e intellettuali ancora chiusi agli stranieri, sempre con uno scopo: essere il primo.
Il Prajnaparamitasutra, Nagarjuna e i serpenti sacri in Tibet 0 commenti
boh, martedì 15 marzo 2011
Il libro del Prajñāpāramitāsūtra, un gruppo di 38 sutra fondamentali per il buddhismo, è legato al culto dei serpenti e a Nāgārjuna.
Secondo una leggenda, un giorno, mentre stava seduto vicino a un lago, dal profondo delle acque salì un nāga e invitò Nāgārjuna a insegnare a Potala, la cittadella sacra e proibita del Tibet, sede del
Soldi, soldi e ancora soldi: firmato, Peppino e Giulia Tucci 6 commenti
boh, venerdì 26 novembre 2010Nell'estate del 1939, durante la settima spedizione in Tibet, Tucci scrisse una lettera a Gentile da Shigatse, non datata, mentre i muli della carovana stavano arrivando. La parte centrale del viaggio era ormai compiuta ed erano sulla via del ritorno. Sarebbero poi ripartiti per Gyantse ma Tucci aveva un assoluto bisogno di soldi. Anche se fosse riuscito ad arrivarci non sarebbe stato comunque in grado di raggiungere l’India per poi tornare in Italia, perché i fondi stavano terminando.
Sua moglie Giulia, una donna eccezionale, per rafforzare le parole del marito aggiunse una mezza pagina di righe scritte fitte. Non era
Formichi parla del suo allievo - I 0 commenti
boh, sabato 19 dicembre 2009
Carlo Formichi, il maestro di Tucci, ci ha lasciato un resoconto dettagliato del suo soggiorno a Śāntiniketan e, parlando dell’«amico Tucci», ha dipinto il suo ex allievo e la vita che lui svolgeva nell'università del Nobel per la Letteratura Tagore (in foto):
Uscendo da casa del Poeta facevo sempre una passeggiata più o meno lunga in compagnia di qualcuno. Questo qualcuno cedette il posto al Tucci, il quale non tardò a raggiungermi nel rifugio di pace per insegnarvi lingua e letteratura italiana ed accrescere il prestigio dell’Italia e del suo Governo.
Dov'è la valle dello Swat secondo i testi tibetani? 0 commenti
boh, giovedì 30 luglio 2009Abbiamo visto che Tucci promosse e organizzò i primi scavi archeologici italiani nell’area dello Swat. Questo era un importante snodo fra l’Asia centrale e il Gandhara ed è chiamata in sanscrito Uḍḍiyāna o Oḍḍiyāna e in tibetano Urgyen o Orgyan.
I testi tradizionali tibetani dicono che sia situata a ovest dell’India e
Gli studi tibetani continuano 0 commenti
boh, domenica 26 luglio 2009
L’amore di Giuseppe Tucci verso il Tibet non si esaurì con l’avanzare degli anni e anche se si dedicò all’archeologia – un po’ perché era la continuazione naturale del suo interesse per la ricostruzione storica e un po’ perché questa sua nuova attività lo divertiva moltissimo – non abbandonò mai gli studi tibetani.
La comunicazione muta la visione religiosa dell'uomo tibetano 0 commenti
boh, sabato 07 febbraio 2009
Le scoperte di Tucci non erano rivolte solo alla ricerca e alla ricostruzione del passato, delle civiltà scomparse e delle antiche vicende: volevano essere «anche e forse soprattutto documenti di culture che stanno modificandosi e forse spegnendosi», come scrisse nella prefazione di Santi e Briganti nel Tibet ignoto.
Per chi ama l'Oriente 0 commenti
boh, martedì 11 novembre 2008
E' davvero bel blog Thais blog, che parla di arte orientale ma anche di come pulire i mobili che vengono dall'Est, di aste, di calligrafia, di prelibatezze culinarie come gli scorpioni, di come riconoscere le antiche porcellane cinesi e di molto altro.
E' un blog che da ogni pagina trasuda ed emana la passione per quello che l'autore fa, cioè il mercante d'arte, il collezionista e l'imbonitore di aste.
Leggete per esempio questo post sulle tangka. Queste sono opere religiose buddhiste dipinte su tela,
I titoli delle opere di Tucci 0 commenti
boh, mercoledì 08 ottobre 2008
I titoli che Tucci dette ai suoi libri e ai suoi articoli furono sempre fantasiosi e accattivanti. Però...
Una esploratrice, che precedette Tucci in Tibet, fu Alexandra David-Néel, che vedete in foto da ragazza. Fu autrice di libri scientifici e tradusse anche dal tibetano al francese testi buddhisti perduti in sanscrito; pubblicò anche libri divulgativi sul Tibet e sul Nepal, dai titoli molto accattivanti, che pochi anni dopo riecheggeranno nelle opere di Tucci, come Mystiques et Magiciens du Thibet; Grand Tibet. Au pays des brigands gentilshommes; Au Coeur des Himalayas. Le Népal.
Nel 1933 la David-Néel pubblicò Femmes du Thibet e Tucci nel 1936 scrisse l’articoletto Nel paese delle donne dai molti mariti, sulle donne tibetane. Sembra che i due facessero una specie di gara, anche nei titoli.
Ma vedremo che quella del titolo delle pubblicazioni non fu l'unica gara in cui si cimentarono.