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Sir Edmund Hillary alla conquista dell'Everest

venerdì 11 gennaio 2008

L'11 gennaio di quest'anno è partito per la sua ultima avventura Sir Edmund Hillary (1919-2008), l'uomo che il 29 Maggio 1953 conquistò l'Everest, il picco più alto della catena dell'Himalaya.

Ci era arrivato con Tenzing Norgay il sirdar Tenzing che nel 1948 aveva accompagnato Giuseppe Tucci nella sua ultima spedizione nel Tibet centrale fino a Lhasa.

Tenzin era il capo-carovaniere e tutte le persone di servizio, mulattieri, portatori e altri carovanieri, obbedivano a lui. Era una figura importantissima perché faceva da tramite fra Tucci e le decine di uomini, trovava i mezzi di trasporto, dava il suo parere sul percorso migliore, discuteva sui prezzi, era responsabile dei servizi. Tenzing Norgay era un sirdar eccezionale e di non comune resistenza fisica.

Era nato ai confini col Tibet ma dal 1933 viveva a Darjeeling, dove faceva il portatore. Nella prima spedizione sull’Everest del 1935 accompagnò Eric Shipton; ma non poterono raggiungere la vetta. Il 29 maggio 1953, all’età di circa 39 anni – non lo sappiamo con esattezza perché gli sherpa fino a qualche anno fa non tenevano un registro delle nascite – raggiunse la cima dell’Everest.

Addio Sir Edmund Hillary!

(Ringrazio Pasteris per la segnalazione del video)

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Come vestiva Namgyal Traring, la giovane guida di Tucci a Lhasa?

giovedì 15 giugno 2006

Il Governo di Lhasa assegnò a Tucci il giovane Namgyal Traring, imparentato col Maharaja del Sikkim, che per tutta la permanenza sarà la sua guida ufficiale.

Come tutti gli aristrocratici tibetani era di modi signorili e raffinati; parlava benissimo l’inglese perché era stato educato nel Darjeeling, indossava una lunga casacca di seta cinese di color porpora scuro stretta in vita, portava all’orecchio sinistro un lungo orecchino in oro e turchese, segno che era figlio di nobili, e indossava il bokto, un copricapo che è una specie di ciotola di lana gialla tenuta ferma da una striscia o un elastico, più stretta in fondo e più larga in cima, che a ogni movimento ondeggiava sulla sommità del capo, sopra ai capelli ben spartiti in due due trecce rannodate e tenute insieme sulla sommità del capo da una fibbia in oro e turchese. Questa era la tenuta feriale dei funzionari che, però, non era indossata sempre ma era portata in giro da un servo che seguiva il padrone e indossata al bisogno.

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Tucci in Tibet e il bel fotografo Fosco Maraini...

giovedì 15 giugno 2006

Tucci fu un esploratore avventuroso. Compì ben sette spedizioni culturali in Tibet con una carovana di 70-80 persone composta di animali da soma, yak, casse di viveri e munizioni dall'Italia -- il paese era povero e infestato da briganti -- e materiale fotografico e documentario, nonché i regali d'obbligo per i maggiorenti locali. Lo accompagnavano un ufficiale medico, dato dalla Marina Militare o dagli Alpini, e un fotografo.

L'ultima esplorazione nel Tibet, nel 1948, lo vide risiedere per una settimana a Lhasa. Scrive Tucci in A Lhasa e oltre, che pubblicherà nel 1950:

Come fotografo scelsi Piero Mele al quale affidavo la documentazione fotografica nella sua parte panoramica e in quella più difficile della riproduzione della opere d’arte. In un secondo tempo venne aggregato alla spedizione anche Fosco Maraini come addetto alla ripresa cinematografica allo stipendio di Mele. [...] Mele provvedeva al materiale fotografico e cinematografico e alle spese relative.

Fosco Maraini (1912-2005) -- padre della famosa scrittrice Dacia Maraini -- che sarebbe diventato professore di giapponese e lo scrittore e fotografo che tutti conosciamo, al tempo era bellissimo. Alto una spanna più di Tucci, con un sorriso scanzonato sul volto e gli occhi stretti a fessura che sprizzavano bagliori, atletico. E poi Peppino, come lo chiamava la moglie Giulia Nuvoloni, aveva 54 anni, Fosco ne aveva 36: l'uno era un uomo che cominciava a declinare fisicamente, coltissimo e carismatico, ma che non era mai stato bello; l'altro era ancora un ragazzo, e un bellissimo ragazzo! Ce n'era più che abbastanza perché fra i due nascesse un attrito.

Ma era solo questa la ragione di un'antipatia durata fino a che Tucci se ne andò, nel 1984? Nel 2003 ho intervistato Maraini e mi ha raccontato diverse altre cose...

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