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"L'opportunismo metafisico e cosmico di Tucci" - Fosco Maraini

mercoledì 02 dicembre 2009

Fosco MarainiMaraini, che ebbe per decenni un rapporto molto tormentato col maestro, del quale ho parlato più volte, fece su di lui un ritrattino non molto edificante in Segreto Tibet:... continua

Carlo Arturo Enderle

mercoledì 07 gennaio 2009

MussoliniUn personaggio che mi ha sempre affascinato è Carlo Arturo Enderle (1892-?), chiamato anche Ali Ibn Jafar.

Era nato a Roma da genitori rumeni e musulmani, divenne libero docente di Psichiatria all’Università di Roma, consulente neurologo dell’Opera Nazionale Balilla, e lavorò ... continua

Shedai, Mussolini e la missione in Afghanistan

domenica 14 dicembre 2008

Aminullah ShahMussolini impiegò il musulmano Mohammed Iqbal Shedai come tecnico di Palazzo Chigi per i problemi indiani e quelli arabi.

Il mondo islamico era al centro dell’attenzione di Mussolini sin dagli inizi del suo governo. Infatti, nell’ottobre del 1923 egli volle inviare in Afghanistan una missione, guidata da Gastone Tanzi e Luigi Piperno, ... continua

Il tizio unto e insopportabile: Amartya Sen parla di Benito Mussolini, Rabindranath Tagore e Benedetto Croce

venerdì 21 novembre 2008

TagoreAnche Amartya Sen, nipote di un insegnante di Shantiniketan, studente di Patha Bhavan, la scuola elementare, e grande ammiratore di Tagore, nel discorso di ringraziamento alla consegna del premio Nobel, nel 1998, volle ricordare proprio il Poeta e la sua istituzione.

Parlò anche dell'incontro fra lui e Croce del 1925. Con gran dispiacere dei biografi ufficiali, che vorrebbero che l'incontro fra Tagore e Mussolini non fosse mai avvenuto, disse che ... continua

Il tizio unto e insopportabile: Benito Mussolini, Rabindranath Tagore, Benedetto Croce e Carlo Formichi

giovedì 20 novembre 2008

Bendetto CroceFormichi in India e Indiani racconta l'incontro di Benedetto Croce (in foto) e Tagore.

Tagore avrebbe chiesto al Duce come grande favore «il modo più spiccio di abboccarmi col grande filosofo Benedetto Croce», perché si sarebbe vergognato di lasciare l’Italia senza aver conosciuto di persona il pensatore che nelle sue opere si avvicinava tanto alle speculazioni dei filosofi indiani. I quali, a loro volta, non gli avrebbero mai perdonato «d’essere stato in Italia e di non aver visto il Croce».

Pare che il Duce immediatamente s’incaricasse di telegrafare a Croce e di far sì che il colloquio potesse aver luogo prima della partenza di Tagore. Il 14 giugno 1925 questi riuscì effettivamente a incontrarlo.

Amartya Sen, però, dice che Tagore in agosto, nonostante avesse accettato l'ospitalità di Mussolini, denunciò pubblicamente il regime con una lettera sul Manchester Guardian. In settembre da Il Popolo d'Italia Mussolini rispose:

Che ci importa? L’Italia ride di Tagore e di quelli che hanno portato fra noi quel tizio unto e insopportabile

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Tucci viene presentato da Formichi al Duce perché venga mandato a Vishvabharati

martedì 18 novembre 2008

VishvabharatiTucci venne collocato fuori ruolo dal 1° gennaio 1927 e comandato senza limiti di tempo presso il Ministero degli Affari Esteri, Direzione generale delle Scuole italiane all’estero. Abbiamo visto però che dal novembre 1925 ... continua

Tucci, Formichi, Tagore e la propaganda fascista in India

giovedì 13 novembre 2008

MussoliniIl Duce, per intensificare l'opera di propaganda in India, nel 1925 non solo inviò Giuseppe Tucci e Carlo Formichi, il suo professore di sanscrito e mentore, in India (anche se in realtà quest'ultimo fu invitato da Tagore in persona, a spese di Vishvabharati), ma inviò in dono 500 libri per la biblioteca dell'università, come gli aveva suggerito Formichi.... continua

I media al tempo di Mussolini e di Tucci: la xenomania

domenica 28 settembre 2008

Istituto LuceI media era completamente in mano al Duce. Oltre al MinCulPop, fondato nel 1937 ma operativo sin dal 1925, e abolito nel 1944, il Regime si serviva anche di altri media come il servizio radiofonico EIAR, l’Istituto Luce per il cinema e e altri enti e organismi nazionali come la SIAE (Società italiana per gli autori e gli editori) e l’Automobil Club.

Nel gennaio 1928 Arnaldo Mussolini fu nominato Vice-presidente dell’EIAR, l’Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche, nato dall’Unione Radiofonica Italiana (URI), per sottolineare quanto fosse importante per il Duce controllare la radio. La televisione doveva ancora venire.... continua

I media al tempo di Mussolini e di Tucci: le veline al servizio dell'Impero

mercoledì 24 settembre 2008

MussoliniLa politica di Mussolini verso la Gran Bretagna durante il Ventennio divenne sempre più definita e si può leggere attraverso i “comunicati di servizio” alla stampa: il Duce sperava che l’Impero Britannico crollasse e che l’Impero fascista -- perché no? -- potesse sostituirsi a esso.

Dal Ministero della Stampa e della Propaganda, di cui furono ministri il genero di Mussolini, il Conte Galeazzo Ciano de Cortellazzo e Buccari dal 1935 al 1936, e Dino Alfieri fino al 1937 – e, per loro tramite, di cui fu artefice Mussolini -- cominciarono ad arrivare ai quotidiani le famose “veline”.

Queste erano delle note di servizio su carta velina rosata, giallina o bianca che ordinavano quello che dovevano pubblicare e quello che era proibito, la lunghezza degli articoli e i titoli. Il “comunicato di servizio per l’estero” sulla velina del 13 giugno 1939, per esempio, era chiaro e coinciso:

Ignorare la Francia. Al contrario, sempre ed in ogni modo criticare l’Inghilterra. Non considerare buono niente che viene da quel paese.

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Il primo lavoro di Tucci: Helvia Ricina, città romana

domenica 07 settembre 2008

Elvia RicinaNel 1909, a soli quindici anni, Tucci produsse lo studio, rimasto manoscritto, «Illustri città romane del Piceno poco conosciute: Elvia Ricina», che dedicò ai suoi genitori e ai suoi nonni

frutto di un lungo studio perché sempre meglio essi stimino la buona volontà del loro figlio e nipote

Helvia Ricina è un'antica città romana a circa 4 chilometri a nord-ovest di Macerata.

E' incredibile sapere che per tutta la vita questo grande studioso, questo esploratore coraggioso, questo uomo di potere, fece con il Duce esattamente come aveva fatto con i nonni e i genitori: faceva del tutto per farsi apprezzare e valorizzare.

Ma gli rimase sempre la paura, e lo scrisse più volte a Gentile, che i suoi studi e le sue spedizioni non fossero tenuti nella giusta considerazione. Forse è vero che in fondo una parte di noi non cresce mai..

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