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Hem Raj Sharma, il maestro nepalese di Tucci

domenica 09 marzo 2008

libraryMa chi era dunque questo guruju a cui Tucci rendeva omaggio? Tutti i filologi e gli orientalisti conoscono Tucci, ma solo pochi esperti di studi nepalesi – e chiunque legga l’introduzione di alcune edizioni critiche dei testi in sanscrito della prima metà del ventesimo secolo – conoscono Hem Raj Sharma, il suo riconosciuto maestro sin dai primi viaggi nel paese, nel 1929.

Nel 1952 Hem Raj aveva già settantaquattro anni, un’età ragguardevole per un nepalese del tempo. Sarebbe morto l’anno dopo. Fu un personaggio pubblico che ricoprì cariche politiche e religiose molto importanti come precettore non solo della famiglia reale, ma dell’intero Nepal. Il suo status era superiore a quello del re. ... continua

Tucci e il Nepal degli anni Trenta

martedì 15 gennaio 2008

Child labourDalla fine degli anni '20 al 1956 Tuccì andò molte volte in Nepal, anche per mesi, per reperire manoscritti e pezzi d'arte e per studiare con il guruju, il precettore della famiglia del primo ministro e del re, il pandit, capo di tutti i pandit del regno, il venerabile Hem Raj Sharma.

Ma come era il suo Nepal? Fino al 1950-1951, anno in cui ci fu la Rivoluzione contro il governo dispotico di primi ministri della famiglia Rana, la cui carica era ereditaria dal 1846, il paese era rimasto sostanzialmente lo stesso da centinaia di anni. I Rana lo avevano completamente isolato, nessuno poteva entrare se non per "elevastissime ragioni di studio", come ci dice Formichi, né i nepalesi potevano uscire, eccezion fatta per i mercanti, che commerciavano specialmente con il Tibet, e i pellegrini, che visitavano i luoghi santi del Buddhismo e dell'Induismo.

Uno dei problemi maggiori era entrare nel paese perché non c'erano strade ben tenute, né ponti: i Rana dicevano che non le costruivano per paura che fossero invasi. In realtà lo facevano semplicemente per non fare spostare la gente e per poterli isolare e governare (dispoticamente) meglio. L'altro problema, che continua fino ad oggi, è la fame.

Negli anni '30 per arrivare alla Valle di Kathmandu Tucci ha attraversato parte la giungla malarica del Terai, che divide India e Nepal, in treno, in carrozza di prima classe, rileggendo e integrando la lista dei manoscritti da chiedere a Hem Raj, sul tavolino accanto alla tazza di chai ben caldo. È l’alba e porta un fazzoletto sul viso per difendersi dalle zanzare che si stanno svegliando; si affaccia ogni tanto per vedere le bestie feroci che vanno ad abbeverarsi ma, all’arrivo della locomotiva che sbuffa e stride, tigri, rinoceronti e gazzelle scappano, ancora non avvezze all’uomo. D’altronde, si deve sostare nella giungla il meno possibile perchè il kalazar, la leishmaniasi viscerale, e l’aoul o aul, la malaria, sono endemici. Nel Terai per otto mesi imperversa la temutissima febbre della malaria modificata, che miete più vittime della fame. Scriverà in Nepal. Alla scoperta dei Malla, del 1960, dopo l’ultima spedizione in Nepal del 1956, italianizzando ancora le parole straniere alla maniera fascista:... continua

Vishvabharati, luogo libero e felice: Tucci è iniziato all'India

lunedì 05 marzo 2007

Shantiniketan (c) http://www.wb.nic.in/westbg/images/shantiniketan.jpgNel bellissimo paesaggio di Birbhum -- nel Bengala occidentale, nel nord-est dell’India, fino a pochi anni fa arido ma “affascinante per il suo silenzio e la sua vastità”, come racconta Giuseppe Tucci -- sorge l’università internazionale di Vishvabharati, fondata a Shantiniketan il 22 dicembre 1901 dall’educatore, poeta, drammaturgo, critico letterario, romanziere, pittore, musicista e Premio Nobel (1913) Rabindranath Tagore (1861-1941). Quella che vedete in alto è la foto di un edificio dell'università.

Tagore voleva essere conosciuto come educatore ma qui in Europa è conosciuto soprattutto come poeta:

Cogli questo piccolo fiore
e prendilo. Non indugiare!
Temo che esso appassisca
e cada nella polvere.

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