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In Asia, ma non in Cina

mercoledì 20 luglio 2011

thangkaStrano a dirsi, Tucci non andò mai in Cina. Fu il suo figlio diletto, l'IsMEO, ora IsIAO, di cui al tempo era presidente, a iniziare i rapporti culturali con la Cina comunista. Eppure lui non ci andò mai.

Dopo aver soggiornato in India insieme a Formichi nel 1925, Tucci si spinse nelle regioni himalayane per reperire i preziosi manoscritti che ora, grazie a lui, fanno dell’Italia uno dei più grandi depositi di testi rari di buddhismo tibetano del mondo. Quando il Tibet fu invaso dalla Cina, le sue spedizioni si rivolsero esclusivamente al Nepal, ricchissimo di arte, storia, reperti archeologici, manoscritti. ... continua

La Cina e l'edizione cinese di Indo-Tibetica

giovedì 08 luglio 2010

Giuseppe TucciUn gentile lettore mi scrive:

Sono appassionato da sempre di Tibet e di Tucci. In Tibet sono stato una decina d’anni fa. Ho saputo di recente che ISIAO ha contribuito a realizzare l’edizione cinese di Indo Tibetica (io sono alla ricerca dell’originale da anni). Trovo curioso che se ne sia realizzata una nuova edizione per la Cina, che in fondo è la maggiore responsabile della perdita di una parte del patrimonio artistico del Tibet, ma non ancora per l’Italia. A Kathmandu ho visto persino un’edizione indiana anche se la stampa era davvero povera.

A suo parere, perché non esiste ancora una nuova versione italiana di Indo Tibetica?
Ritiene che se venisse realizzata potrebbe trovare un suo pubblico o resta un’opera per addetti ai lavori?
Tucci resta un personaggio scomodo che si preferisce dimenticare? [...]

Questa la mia risposta:

Come mai si interessa così tanto a Tucci, se posso saperlo? Io ho comprato l'edizione originale di Indo-tibetica a svendita all'università di Harvard, avevano un doppione. La riedizione italiana è costosa e forse inutile, molte cose sono sorpassate. Ma molte cose ancora valide. Ma sono tanti libri sa? E produrre libri costa moltissimo, e ancora di più costa la distribuzione. Per l'edizione cinese forse il governo cinese avrà contribuito o forse, più probabilmente, l'ISIAO vorrà compiacerlo. [...]

Tucci è un personaggio molto, molto scomodo.

E voi che ne pensate? Perché tradurre un libro di arte tibetana proprio in cinese - e perché non ripubblicarlo in italiano?

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Archeologia e buddhismo nella valle dello Swat

lunedì 28 giugno 2010

PadmasambhavaNel 1954 Tucci fece i primi rilievi in Pakistan, e precisamente nella valle dello Swat, valle di tesori, paradiso delle dakini, terra di collegamento e di passaggio del buddhismo dell'Asia meridionale e centrale. Secondo la tradizione Padmasambhava (VIII sec. a.C.), il grande Guru Rinpoche che introdusse il buddhismo tantrico in Tibet, fondò nello Swat il primo monastero vajrayana. ... continua

East and West e la Serie Orientale Roma

martedì 21 luglio 2009

The tombs of the Tibetan kingsIo delle volte mi chiedo come facesse Tucci a viaggiare e a scrivere così tanto, a studiare, a esplorare, a progettare e realizzare la politica culturale degli studi sull'Asia, a ideare e dirigere l'IsMEO, a tenere contatti con gli studiosi di tutto il mondo, a dare conferenze, a ideare gli scavi, a essere sempre sposato, ad avere discepoli adoranti, a collaborare con case editrici, giornali e riviste, a collezionare libri e oggetti d'arte. ... continua

Che fine farà l'ISIAO, ex IsMEO, di Tucci e Gentile?

lunedì 12 gennaio 2009

Giuseppe TucciBrunetta e Calderoli hanno a più riprese annunciato la chiusura dei cosiddetti enti inutili, cioé quelli con meno di cinquanta dipendenti. In un mondo dove si parla di nuovo umanesimo, di centralità dell'uomo anche nei social network, si tende a tagliare i vecchi luoghi d'umanesimo come l'IsMEO, l'istituto fondato nel 1933 da Gentile e voluto fortemente da Tucci, che è sempre stato una fucina di idee, di cultura, di incontri, di incontro fra Europa e Asia.... continua