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Swat, paradiso delle dakini

venerdì 31 luglio 2009

dakiniTucci era interessato allo Swat sin da prima del 1940. Nel libro Travels of Tibetan Pilgrims in the Swat Valley, che parla di due relazioni di viaggio dei pellegrini buddhisti tibetani recuperate nel monastero di Hemis, in Ladakh, sostenne che si potesse identificare l’Uḍḍiyāna con la valle dello Swat, basandosi sui di esse.

Lo Swat era anche la patria delle maestre dei due pellegrini, depositarie delle scienze mistiche, che lì abitavano e si libravano in volo, fatto questo che valse al paese la fama di paradiso delle ḍākinī.

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Il Kailash da monte sacro a meta turistica?

mercoledì 10 giugno 2009

kailashIl monte Kailash è sacro a buddhisti, induisti e pon po, la religione preesistente al buddhismo. Chi lo circumambula significa che ha il cuore puro e può raggiungere la liberazione in vita.

Fu caro a Tucci e meta della sua famosa spedizione del giugno-ottobre 1935 in cui raggiunse il lago Manasarovar e il monte, proseguendo verso occidente e rientrando in India attraverso il Ladakh.

Ora è oggetto di un controverso piano della Cina per migliorare ... continua

L'oroscopo: il magnificente Srīpech di Hem Raj, il cappello piumato

lunedì 26 gennaio 2009

sripechHo parlato del grande ruolo dell'astrologia in Asia e dell'altissimo ruolo di Hem Raj. E' all'incirca questo il cappello che Hem Raj indossava nelle occasioni più solenni. Il copricapo si chiama Srīpech e qui lo vedete in testa all'ultimo dispotico re del Nepal, Gyanendra Bir Bikram Shah Dev.... continua

L'oroscopo: Hem Raj, l'astrologo di corte

sabato 24 gennaio 2009

Ho detto che l'astrologia è un elemento importantissimo in Asia. Alla corte del Nepal, che fino al 2006 era un regno induista, il personaggio più illustre era il guruju Hem Raj Sharma, il potente astrologo di corte, che era addetto all'accoglienza degli stranieri. ... continua

L'oroscopo: come tracciare la carta di nascita secondo i Veda

domenica 18 gennaio 2009

A proposito di oroscopo, ho trovato su Youtube un video con la prima lezione su come tracciare la carta di nascita astrale. In realtà è una cosa molto difficile, però tentare non nuoce.

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L'oroscopo: l'astrologia nei Veda

sabato 17 gennaio 2009

L'astrologia è molto importante nella cultura vedica e c'è tutto un filone di studi e di testi sull'astronomia e l'astrologia. ... continua

Cibi nepalesi: Tucci a casa di Hem Raj Sharma

venerdì 31 ottobre 2008

mo-moNel 1935 Hem Raj, il guruju del Nepal, accolse Tucci a Kathmandu con tutti gli onori riservati a un grande studioso molto amato dal dispotico Primo ministro Rana.

Fece cenno a due giovanissimi servi, che immediatamente gli servirono l’acqua ben fredda da brocche argentate e portarono il tè nero fumante nelle tazze di porcellana. Anche se non era mai andato oltre i confini dell’India, Hem Raj era stato educato nelle migliori scuole di Benares e conosceva bene usi e costumi inglesi.

Dopo il tè vennero serviti decine di piattini con cibi nepalesi e newari – morbidi chatamari di carne macinata, mo-mo vegetali in pasta molle e bianca (in foto), sekuwa di montone, di yak e di cinghiale, sel di farina di riso; e poi ciotole di zuppe di ogni tipo, anche la kwati di legumi vari delle feste e poi, come somma prelibatezza, il sanya khuna, una specie di gelatina piccante di pesce accompagnato da una salsa agrodolce e assai piccante.

Vennero serviti anche dei dolci freschi del Bengala, il juhu dahu di Bhaktapur e poi arachidi fresche, pistacchi tostati, gelatine di frutti selvatici e spicchi di arancia mondati, raffreddati e rigirati nello zucchero di canna.

Tucci mangiava in silenzio e lentamente, i piaceri della buona tavola lo appagavano. Era felice.

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Oggi è il compleanno di Bapu! Tucci parla di Gandhi

giovedì 02 ottobre 2008

Gandhi-jiIl 2 ottobre 1869, in un umile paese di pescatori del Gujarat, nasceva Gandhi.

Tucci, che nella conferenza tenuta in Campidoglio il 13 maggio 1969 per il centenario della nascita di Gandhi offre un efficace ritratto del Mahatma. Egli fu affascinato dalla personalità di Gandhi e dalla sua lotta non violenta. Dopo averne parlato nel 1940 come fautore del risveglio morale dell'India e averne scritto nel 1953-1954, ne pennellò a meraviglia la personalità forte e appassionatamente sincera in questo discorso celebrativo, che cominciò con un confronto fra lui, che conobbe a casa di Tagore, e quest’ultimo. E continuò:
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Curriculum Vitae

mercoledì 01 ottobre 2008

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.

Mi sono laureata in sanscrito all’università di Roma La Sapienza con Raniero Gnoli, allievo di Giuseppe Tucci, il più grande esploratore italiano dell’Asia e studioso di fama internazionale. Ho studiato con altri suoi famosi allievi quali Mario Bussagli e Luciano Petech.

Nel 1987-1990 sono stati pubblicati i miei primi articoli sulla legge indiana tradizionale e coloniale inerente alle donne (strīdharma) e le fonti del diritto induista (due negli Annali della Facoltà di Lettere e Filosofia della Università degli Studi di Perugia: Studi Classici e uno nella rivista Sinistra Europea)

Ho vinto una borsa di ricerca nell’ambito del Programma per gli Scambi culturali fra il Ministero degli Affari Esteri e il Governo indiano e sono stata per due anni alla University of Delhi come Research Affiliate (1988-1990). Il mio maestro e supervisor è stato Nityanand Sharma, specialista di Dharma (legge induista) e di poetica e presidente del PGDAV College.

Nel 1989 ho pubblicato il mio primo libro, Lo Spandasaṃdoha di Kṣemarāja, l’edizione critica e traduzione di un testo filosofico in sanscrito del XII secolo mai tradotto prima.

Ho conseguito un Master in Informatica per le scienze umanistiche, in cui ho imparato anche dei rudimenti di LISP e ho svolto 150 ore di pratica su mainframe IBM; successivamente ho conseguito un Master nell’Insegnamento della storia italiana per stranieri. In quest'ultimo insegnavano, fra gli altri, Giovanni Pugliese Carratelli e Jacques Le Goff.

Dal 1991 all'agosto 1996 ho insegnato alla Harvard University, sono stata Senior Fellow al Center for the Study of World Religions, Lecturer al Department of Sanskrit and Indian Studies ed Editor-in-Chief della Harvard Oriental Series, Opera Minora, che ho inaugurato con il volume Translating, Translations, Translators: From India to the West.

Fino al 2004 sono tornata ogni estate a Harvard per collaborare con il mio ex direttore di dipartimento, Michael Witzel, e insegnare sanscrito.

Ho frequentato le lezioni di Diritto internazionale e Diritti umani della Harvard Law School e sono stata chiamata come Visiting Researcher (1994-1996). Ho avuto come maestro anche l’avvocato William P. Homans, paladino dei diritti civili e primo oppositore della guerra del Vietnam.

Nel 1995 ho aperto le prime riviste accademiche online del mondo, l’International Journal of Tantric Studies e il Journal of South Asia Women Studies, di cui sono tuttora Editor-in-Chief. Nel 1997 ho fondato, insieme ad altri studiosi, un'associazione culturale senza fini di lucro per promuovere e diffondere lo studio delle culture orientali: l’Asiatica Association.

Tornata in Italia, dal 1996 e per quattro anni sono stata docente di sanscrito e materie affini (letteratura indiana, studi nepalesi, storia e diritto dell’Asia meridionale) all’Università di Perugia; nel 2000-2006 sono stata all’Università di Macerata, dove ho fatto ricerca e ho insegnato buddhismo, induismo, confucianesimo e taoismo e istituzioni dell’Asia meridionale.

Grazie agli anni trascorsi in Asia mi sono sempre più interessata a questo grande continente, ai suoi problemi attuali, alle relazioni con l'Occidente, alla sua politica, la sua storia e le sue istituzioni.

Ho scritto libri e articoli scientifici. Collaboro a diverse testate giornalistiche cartacee quali Limes, ISPI - Istituto per gli Studi di Politica Internazionale, Nòva del Sole 24 ore, ioProgrammo e altre. Gli ultimi due anni li ho dedicati principalmente a terminare un volume di circa 1000 pagine su di un grande studioso, protagonista della politica culturale fascista insieme a Giovanni Gentile, e ho ricostruito i sogni di Mussolini in Asia. Il libro sarà pubblicato nella primavera del 2011 (Inshallah!).

Oltre che docente, lavoro come Research Assistant di sanscrito ad Harvard University e come esperta di problemi asiatici per istituzioni pubbliche.

Questa è la lista delle mie pubblicazioni (incompleta), queste le mie conferenze e le mie interviste, e questa è la mia email: info_at_asiatica.org.

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La spedizione di Tucci nel Nepal occidentale del 1954

sabato 26 luglio 2008

Jumla districtLa strada da Jumla (qui accanto il distretto sulla cartina geografica del Nepal) a Dullu, nel Nepal occidentale al tempo praticamente inesplorato (e ancora oggi pochissimo conosciuto, se si eccettuano i trekking nel Mustang), era costellata da filari di stele di pietra che segnavano il cammino delle migrazioni degli indiani che sfuggivano ai musulmani che erano entrati in Rajasthan: sul davanti, in un riquadro, mostravano la figura di un uomo in armi che reggeva il cavallo per le briglie.

Vi erano anche stele di legno e di pietra con immagini mostruose piantate nei campi e presso le case, che Tucci pensava fossero una sopravvivenza di culture megalitiche. I templi erano semplici ma costruiti accuratamente con pietre ottimamente squadrate, in stile indiano, ma senza opere d’arte: cosa che lo portò a ipotizzare che una guerra violenta avesse distrutto le immagini religiose.

Ovunque, disseminati lungo il percorso da Jumla, Tucci trovò dei templi rudimentali, senza neanche più il ricordo della tradizione artistica della civilissima dinastia dei Malla. All’interno vi erano rozze figure di legno che rappresentavano le immagini dei donatori, spesso intere famiglie, intorno a una pietra informe.

Il pandit che accompagnava Tucci li chiamava bhut, spiriti insidiosi e vendicativi che la gente doveva placare – niente a che vedere, per lui, con l’induismo: lo spirito di una donna che non era voluta diventare sati, si era cioè rifiutata di farsi bruciare viva sulla pira del marito, e aleggiava intorno a un albero secco, o lo spirito di un bramino suicida che abitava su di un ponte, che nessuno osava varcare dopo il calar del sole.

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