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La prima lettera inedita di Tucci ad Andreotti, 6 novembre 1947

mercoledì 01 aprile 2009

Giuseppe Tucci in TibetAbbiamo visto che, dopo lettera del 24 settembre 1947 alla Presidenza del Consiglio dei ministri per chiedere i finanziamenti per la missione in Tibet centrale, per interessamento di Andreotti, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio (1947-1948), Tucci ottenne i fondi.

Questi documenti fanno parte del carteggio che gentilmente il senatore Andreotti mi ha messo a disposizione e sono originali e inediti.

Nello stesso giorno Andreotti mandò copia della lettera di Tucci al ministro del Tesoro Del Vecchio, esprimendo «parere più che favorevole per una iniziativa che torna ad alto onore della nazione e che certamente verrà largamente conosciuta ed apprezzata in tutto il mondo». ... continua

La rivolta di Lhasa, 10 marzo 1959 - 10 marzo 2009

lunedì 09 marzo 2009

ragazzi tibetani

Domani i buddhisti di tutto il mondo (chi sa, forse anche quelli in Cina) festeggeranno la Rivolta di Lhasa, avvenuta esattamente 50 anni fa.

Il 10 marzo 1959 il risentimento dei tibetani, dal 1950 sotto il giogo della repressione cinese, sfociò in un’aperta rivolta popolare. L’esercito di Pechino stroncò la rivolta nel sangue: 87.000 civili tibetani furono uccisi e migliaia furono incarcerati.

Il Dalai Lama, non senza soddisfazione da parte della Cina, fu costretto a lasciare il Tibet e chiese asilo politico all'India. Tuttora risiede a Dharamsala.

Stranamente, lui e i suoi uomini passarono la frontiera indisturbati: la Cina si era finalmente sbarazzata del capo carismatico, del detentore del sommo potere politico, e in parte religioso -- non è l'unico sommo lama, dato che vi sono quattro scuole principali e innumerevoli scuole minori di buddhismo tibetano -- e del simbolo stesso del popolo del Tibet.
Del simbolo dei popoli oppressi di tutto il mondo.

Per ricordare la rivolta, la Comunità Iibetana in Italia ha organizzato per domani due manifestazioni, una nazionale a Roma con una fiaccolata e una a Milano, con una conferenza, a cui parteciperà un ex partigiano tibetano, Reting Tempa Tsering, la CISL Lombardia e la CISL di Milano, e la proiezione di un video. Quello che vogliono è solo che in Tibet torni la pace.

Manifestazione nazionale a Roma
15.00 – 18.00: Sit in davanti a piazza Montecitorio, Musica e Preghiera dei monaci tibetani 18. 30 – 20.00: La fiaccolata silenziosa da piazza Venezia alla piazza Colosseo. Preghiera dei monaci dedicata alla pace in Tibet. Per maggiore info contattare3287438279

Manifestazione di Milano
Martedì 10 Marzo , alle ore 17,00 presso la Scuola Edile Milanese (ESEM) di Via Newton 3 - poco fuori Milano. Interventi di: Reting Tempa Tsering, ex partigiano tibetano, e di esponenti delle Associazioni e dei Gruppi che hanno aderito alla manifestazione Al termine verrà proposto in anteprima il video "In Marcia verso il Tibet -II Parte" di P. Verni e K. Chukey.

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Roma e Venezia onorano il Dalai Lama, ma chi sa cosa farebbe Tucci

lunedì 09 febbraio 2009

Dalai LamaIl Dalai Lama arriverà a Roma l’8 febbraio 2009, prima tappa della sua visita in Europa, per poi andare a Venezia. Riceverà la Cittadinanza onoraria da entrambe le città.

La cerimonia per il conferimento della cittadinanza onoraria a Sua Santità avrà luogo a Roma a Piazza del Campidoglio, lunedì 9 febbraio alle ore 14:00.... continua

Sulle tracce di Padmasambhava

mercoledì 10 dicembre 2008

Ovunque, in Tibet, Tucci trovò le tracce di Padmasambhava, mago, esorcista e maestro che veniva dalla valle dello Swat ed è considerato il diffusore del buddhismo in Tibet. Ecco quello che scrisse su di lui in La via dello Swat:... continua

Niente aiuti, uomo bianco!

giovedì 27 novembre 2008

young monkSi potrebbe intitolare così la missione umanitaria di un gruppo di amanti dell'Oriente che si chiama Himalayan Aid. Ne ho letto su Thais blog, di cui ho già parlato. Questo post l'ho già pubblicato su Orientalia4All, ma mi sembra molto pertinente e lo metto anche qui.

Guardate il trailer (lunghetto) della missione in Ladakh che sei amici, rigorosamente uomini, incluso il proprietario di Thais blog, hanno compiuto alla fine 2007. Dopo averli seguiti in motocicletta e averli visti viaggiare in fila indiana sui pianori immensi e silenziosi, rotti solo dal frusciare del vento, sotto rocce incredibili con il vecchio simbolo alato della Folgore e a fianco delle tende dei nomadi, li vediamo entrare nel monastero buddhista di Korzok, a circa 4500 m di altezza.

Qui vi sono circa 35 monaci, di cui cinque bambini. Il loro scopo sarebbe di aiutarli. Ma in cosa? Stanno evidentemente bene, sono pasciuti e allegri ed è evidente che la disciplina monastica non è troppo rigida. E' vero che, dopo l'inverno, gli abitanti delle regioni più alte della fascia himalayana soffrono di denutrizione, ma allora aiuti e niente film, niente pubblicità, solo il report audiovisivo scientifico e umanitario da mostrare al finanziatore, il Rotary club. Sarebbe forse stato meglio se, dopo aver aiutato i bambini, fossero andati a vedere i cieli meravigliosi del Tibet di cui parla ogni tanto Tucci.... continua

La Cina, il Tibet e Tucci

mercoledì 19 novembre 2008

Dalai LamaUno dei motivi principali che la Cina adduce per annettere il Tibet è quello di svecchiarlo dallo stato medioevale in cui si è sempre trovato e di modernizzarlo.

Questo è quello che scriveva Tucci in A Lhasa e oltre (1950): ... continua

Era il settembre 1947 e Tucci scriveva ad Andreotti...

giovedì 23 ottobre 2008

Giuseppe TucciQuesta è al prima lettera del carteggio Tucci-Andreotti, che gentilmente mi ha inviato il senatore.

Il 24 settembre 1947 Tucci si decise a scrivere al sottosegretario del Consiglio dei ministri Andreotti una lettera di quattro pagine dattiloscritte per chiedere un aiuto finanziario.

Voleva partire per la missione che l'avrebbe condotto a Lhasa e oltre, in Tibet centrale, e i buoni uffici di Giustino Valmarana, l'avvocato membro dell'Assemblea costituente, che aveva gli aveva già scritto per appoggiare la richiesta di Tucci di emettere un francobollo di Stato con la dicitura «Spedizione Italiana in Tibet – 1948», non avevano sortito a nulla. Così Tucci, che fu sempre un uomo deciso e pieno di iniziativa, prese in mano la situazione e scrisse personalmente al presidente:

Alla Onorevole Presidenza del Consiglio,

Signor Presidente

Il Governo di Lhasa come mi è stato a suo tempo comunicato, a mezzo del Ministero degli Affari Esteri, dal Foreign Office mi ha concesso il permesso di compiere una nuova spedizione scientifica nel territorio Tibetano.
La spedizione composta di cinque membri, partirà fra Gennaio e Febbraio e dovrà esplorare dal punto di vista storico, archeologico, linguistico, etnografico la zona di Lhasa e a S.E. di Lhasa, centro della cultura Tibetana.

Tucci aveva già riscosso un certo consenso negli ambienti politici. Il Sottosegretariato della Marina e il Sottosegretariato dell’Aviazione lo avevano già aiutato, aderendo alla sua richiesta e designando rispettivamente un ufficiale medico – Regolo Moise – e un sottufficiale fotografo – Piero Mele – da aggregare alla spedizione. Era cominciata da tempo la lunga collaborazione del Ministero della Marina con Tucci.

La spedizione è posta sotto gli auspici della Società geografica italiana.
Ho in gran parte provveduto al finanziamento della spedizione con mezzi privati, ma non sono ancora tuttavia riuscito a raggiungere la somma prevista; mi mancano almeno (nove) milioni.
Prego questa Onorevole Presidenza di concedermi tutto l’appoggio possibile e di mettermi in condizione di condurre a termine questa impresa che riafferma il prestigio della scienza Italiana.

Su Fosco Maraini, che partecipò anche lui alla spedizione, neanche un cenno. Probabilmente fu "arruolato" in seguito.

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Tucci ha bisogno di fondi: Valmarana scrive ad Andreotti

martedì 21 ottobre 2008

Tucci voleva partire per la famosa spedizione del 1948, quella in cui raggiunse e Lhasa e si spinse oltre. Il 2 febbraio 1947 l’avv. Giustino Valmarana, anche lui membro dell’Assemblea costituente, trasmise ad Andreotti una lettera che Tucci scrisse il 28 ottobre 1946:

Caro Andreotti,

in data 28 ottobre il prof. Tucci ha presentato alla tua Presidenza la istanza che ti accludo in copia. Ti sarei grato se, dato lo scopo altamente meritevole della spedizione, volessi trasmetterla con parere favorevole al Ministero delle Comunicazioni.

In attesa di un tuo cortese cenno di riscontro, grazie e molti cordiali saluti.

Tuo,

Giustino Valmarana

Tucci si era rivolto alla Presidenza del Consiglio perché trasmettesse al ministro delle Comunicazioni la soprastampa di un certo numero di francobolli dello Stato, in corso, con la dicitura «Spedizione Italiana in Tibet – 1948».

I proventi, probabilmente, sarebbero dovuti andare a impinguare le casse dello Stato il quale, a sua volta, avrebbe dovuto erogare i fondi per la spedizione. Così, il 24 settembre 1947 Tucci si decise a scrivere al presidente del Consiglio dei ministri una lettera di quattro pagine dattiloscritte per chiedere un aiuto finanziario.

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Una lettera a Gentile da Gangtok

sabato 06 settembre 2008

GangtokPer ottenere fondi per le sue spedizioni Tucci faceva leva sul sentimento nazionalistico del regime, che bene si univa alla voglia di primeggiare sua propria.

Il 5 aprile 1939, sulla via del Tibet, scrisse a Gentile da Gangtok, la capitale del Sikkim:

[...] Le ho inviato molte lettere ma tutte senza risposta. Io seguito a rivolgermi a Lei perché costì non c’è nessuno che possa aiutarmi. Le mando un ritaglio di giornale dal quale vedrà che i tedeschi hanno portato dei doni del Führer a Lhasa e hanno ottenuto ulteriori permessi. Bisogna che anch’io abbia dei doni da mandare e riceva un congruo supplemento di denaro. È un peccato che l’importanza dei miei viaggi non sia riconosciuta costì da nessuno e che le mie ricerche siano considerate come una mania.

Per fortuna i tedeschi si occupano solo di fauna e di caccia e non interferiscono minimamente con i miei studi, ma Lei può immaginare quanto mi dispiaccia trovarmi in condizioni d’inferiorità la quale pure dimostra che da noi poco interesse sia abbia per cose di cui altrove lo stesso governo si fa patrono: sebbene nessun paese abbia – ma è immodestia – un tibetanologo come l’Italia. La prego di far pervenire questo ritaglio a Chi può aiutarmi e di ottenere da Lui la possibilità di estendere le mie ricerche

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Tucci e Maraini, gli eterni nemici: ma poi, perché?

lunedì 18 agosto 2008

Tibetan childHo parlato diverse volte dell'ostilità che si creò fra Giuseppe Tucci e Fosco Maraini, il bel giovane che lo accompagnò, in qualità di fotografo, nelle missioni in Tibet centrale del 1937 e del 1948, anche se in quest'ultima solo per un breve tratto.

Infatti, abbiamo visto che pare che solo a Tucci le autorità avessero concesso il permesso di arrivare fino a Lhasa. O così lui racconta.

C'è un giornalista che pochi giorni fa ha parlato di Tucci e di Maraini. E' Lorenzo Cairoli, che riporta un brano di Maraini sul burro e l'ampio uso che se ne faceva, ordinario e rituale, quando ancora il Tibet era un paese autonomo, con la sua identità culturale inviolata.

L'articolo di Maraini è stato pubblicato in un numero de Le vie del mondo, del febbraio 1951, e questo è parte del brano che ha trascritto Lorenzo nel suo bel blog:

Il burro ha un posto importantissimo nella vita tibetana; col burro si pagano in gran parte le tasse, il burro si porta in dono e si riceve in dono, il burro si discioglie nel tè emulsionandolo con la soda, di burro le donne si spalmano la faccia e i capelli, col burro ci si ripara dal freddo e dal vento ungendosi il corpo, il burro si offre agli dei [...]

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