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Tucci chiede di entrare in Tibet

martedì 29 luglio 2008

LhasaIl 13 aprile 1948 Tucci informò le autorità tibetane del suo arrivo e chiese il permesso di entrare nel paese con i compagni, queste risposero domandando la nazionalità. Infatti, solo i tibetani, i bhutanesi, i sikkimesi – cioè gli indiani – e i nepalesi potevano entrare e circolare liberamente nel Tibet senza passaporto. Il 24 aprile il Tibetan Foreign Bureau da Lhasa rispose:

Voi potete visitare il Tibet per un periodo di tre mesi perché voi siete un buddhista. Vi preghiamo di telegrafare il numero dei cavalli e delle bestie che richiedete per voi. Manderemo il lamyig [il lasciapassare] a Yatung, appena ricevuto il vostro telegramma. Riguardo ai vostri tre compagni, ci dispiace di confermarvi che siccome ci sono molte domande da parte di stranieri di visitare il Tibet che sono state respinte, è difficile per il nostro Governo di concedere loro il permesso. Pertanto informateli di ciò. (A Lhasa e oltre, 1950)

Il telegramma lasciò a Tucci «poche speranze», tuttavia tentò ancora con ogni mezzo di convincere il governo di Lhasa della necessità che lo seguisse almeno il dottore, Moise, senza il quale era rischioso avventurarsi per un viaggio che, al tempo, era difficile e rischioso, e uno dei suoi discepoli «che dalla visita dei luoghi santi avrebbe potuto trarre gran beneficio spirituale». Il «discepolo» sarà stato Mele, al quale era affidata la responsabilità del servizio e delle apparecchiature fotografiche.

Rimaneva escluso Fosco Maraini.

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Tucci, Maraini, Mele e Moise e il mistero di Lhasa

venerdì 15 settembre 2006

TibetMi è stato chiesto ancora, nel commento, perché Tucci e Maraini non si sopportassero.

Faccio quindi un elenco delle ragioni:

1) gli allievi che lo amarono dicono che fosse per una donna, forse la bella principessa del Gangtok, Pema Chöki Namgyal
2) i (pochi) allievi che non lo amarono dicono che fosse per alcuni scritti
3) Maraini mi disse semplicemente che Tucci era geloso di lui, del suo successo -- ma non era per Segreto Tibet, perché fu pubblicato nel 1951, dopo la spedizione tibetana di Tucci del 1948, quella in cui Maraini fu lasciato indietro. Per questo Maraini sarebbe stato volontariamente escluso dal Tibet.

In realtà, Tucci portò Maraini con sé come fotografo nella spedizione del 1937 e poi in quella del 1948, ambedue in Tibet centrale. Al tempo, per entrare nel paese c'era bisogno dei permessi dei britannici e dei tibetani, e il Potala, la sede religiosa e amministrativa dello stato, era una cittadella proibita nella città proibita di Lhasa. ... continua

Mistero svelato: Fosco Maraini e Tucci non si sopportavano perché...

venerdì 18 agosto 2006

Pema (c) tibet.itE' noto che Maraini e Tucci non si sopportassero. La causa? Per anni è stato detto che ci fossero motivi letterari, poi Fosco stesso ha detto che era in parte dovuto alla lotta per conquistarsi il cuore della bella principessa del Gangtok, Pema Chöki Namgyal (nella foto a sinistra).
Ma io so il vero perché gliel'ho chiesto, l'ho sentito e registrato con la cinepresa, e ho visto anche come me lo ha detto, con che voce, con che occhi.

Maraini ha scritto nel 1951 in Segreto Tibet, il suo libro più famoso, che Tucci fu l’unico fra tutti i partecipanti della spedizione del 1948 a fingersi buddhista, per avere il permesso di entrare a Lhasa da solo. In effetti, ci andò col suo medico Regolo Moise e un fotografo, Pietro Mele, lasciandosi indietro il resto della carovana e l'assistente fotografo Fosco Maraini, che era il vero fotografo. Di Mele, pur ottimo fotografo, Maraini ha detto che fosse stato portato perché aveva in parte finanziato la spedizione.... continua