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La Reale Accademia d'Italia e la questione fascista

domenica 06 giugno 2010

Luigi PirandelloUna questione molti dibattuta è quella della Reale Accademia d'Italia, di cui Tucci fu nominato membro nel 1929, dietro richiesta di Carlo Formichi e, molto probabilmente, di Giovanni Gentile, che però non era un accademico.

La R. Accademia d'Italia fu solennemente inaugurata dal Duce in Campidoglio, dopo quasi quattro anni di preparazione, il 27 ottobre... continua

Giuseppe Tucci e la Reale Accademia d'Italia

mercoledì 31 dicembre 2008

EURIl nome di Tucci è legato indissolubilmente alla Reale Accademia d'Italia.

A questa è legato il nome di un architetto milanese, Mario Palanti (1885-1979). Questi, subito dopo aver terminato gli studi al Politecnico, ricevette una medaglia d’oro alla Mostra internazionale di Bruxelles e nel 1909 arrivò a Buenos Aires con l’incarico di costruire, insieme all’architetto torinese Francisco Gianotti (1881-1967), il padiglione italiano per l’Exposición Internacional del Centenario (1910);

Infatti disegnò dei palazzi importanti in Argentina e in Uruguay; tornò... continua

Cosa spingeva Tucci sul Paese delle nevi? La felicità!

giovedì 21 agosto 2008

PotalaPerché Tucci affrontava dei viaggi così affascinanti e proficui, ma così scomodi e rischiosi? In fondo, in patria era già un potente professore, un Accademico d’Italia, e stava conquistandosi una solida fama fra gli studiosi di mezzo mondo.

Si dirà: per amore della scoperta, per la sete di conoscenza, perché i paesi dell’Himalaya costituivano ancora una miniera di tesori quasi inesplorata.

Ma c’è un’altra, più profonda ragione: in Europa lo prendeva, pur nella sua vita agiata, rispettata, attivissima, l’ansia di partire, di andare a caccia di qualcosa di misterioso e sconosciuto, alla ricerca di quello che avrebbe potuto scovare: alla ricerca della felicità, una felicità per quello che non conosceva ancora, ma che immaginava. Una felicità densa di aspettative.

A casa lo prendeva una strana nostalgia del Tibet, quel paese così brullo, quasi ovunque desolato e pietroso, tutto sommato poco ospitale.

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