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Gli indiani sono dei primordiali

giovedì 04 settembre 2008

animaliTucci amava il contatto diretto con la natura, specie gli animali, le montagne e il sole. Scrisse in La crisi spirituale dell’India moderna, del 1940:

Gli Indiani sono dei primordiali […]. Non sono fuori della natura, come noi che la dominiamo colla scienza e ne raccogliamo il profumo nella cristallina lucentezza dell’arte, ma sono ancora tuffati nella natura, con partecipazione immediata che stabilisce una arcana fratellanza, senza gradazioni e gerarchie, fra le cose viventi, ugualmente sbattute dalle stesse tempeste, divorate dalla stessa morte, riscaldate dallo stesso sole.

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Viaggio lento

mercoledì 03 settembre 2008

caravanTucci dichiarò più volte di amare solo il viaggio lento, in carovana, con gli yak o con gli asini o i cavalli o, meglio ancora, a piedi.

Con l'automobile il paesaggio scorreva veloce e si perdeva come un sogno, mentre camminando si era immersi nella natura e nei silenzi dei pianori del Tibet.

Nonostante fosse velocissimo a scrivere, Tucci quando viaggiava non amava la velocità.

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Un film su Evola e Tucci: Youth Withouth Youth - Un'altra giovinezza di F. Ford Coppola

lunedì 01 settembre 2008

Giuseppe TucciIl 26 luglio al cinema Umanitaria, in via San Barnaba a Milano, hanno proietteto il film Youth withotuh Youth, tradotto come Un'altra giovinezza. Se vi capita andatelo a vedere, mi raccomando.

Io l'ho visto l'anno scorso in Via Palestrina, un piccolo cinema all'antica con una saletta tenuta da due anziani coniugi cinefili che conoscevano a memoria tutte le storie dietro ai film e agli interpreti.

Questo film mi ha dato una fortissima emozione. Per me ha un significato e un gusto particolare. Infatti è una rielaborazione del romanzo rumeno di Mircea Eliade Un'altra giovinezza.

Il protagonista principale è Dominique Matei (la traduzione in inglese e l'introduzione del romanzo è stata scritta da Matei Calinescu). La cosa incredibile è che la ragazza di Dominique un certo punto (dopo aver subito uno shock!) parla in sanscrito. Chi è stato chiamato per capirla? Giuseppe Tucci, amico (nella realtà) di Eliade.

Nel film Tucci è stato definito come la maggiore autorità europea di sanscrito e di filosofia buddhista, che è vero.

E' stato anche presentato anche come il presidente dell'IsMEO, che per decreto ora rischia la chiusura (grazie Berlusconi!), che invece al tempo del film, metà-fine anni Trenta, non fu. Infatti era presidente il fondatore dell'istituto, Giovanni Gentile, fino alla sua uccisione, nell'aprile del 1944, da parte di un gruppo partigiano.

Mi ha davvero emozionato vedere nel film il mio maestro straordinariamente simile a quello in carne e ossa, stesso stile ed eleganza, solo più alto, e stessa enorme cultura.... continua

Non si può dire che Tucci fosse un buddhista osservante..

lunedì 01 settembre 2008

Buddhist monksQuando gli chiedevano a Tucci come mai fosse diventato buddhista, lui rispondeva che probabilmente tutto questo era dovuto a una sua vita precedente.

Interpretò però il buddhismo in modo sui generis. Infatti, vi sono cinque precetti obbligatori per monaci e per laici, per i maschi e per le femmine di qualsiasi scuola, a cui ognuno si deve attenere in modo rigoroso – ma vedremo che Tucci non li rispettò tutti appieno:

    1. Non uccidere alcun essere vivente
    1. Non rubare
    1. Non abbandonarsi alla lussuria
    1. Non mentire o ingannare il prossimo
    1. Non far uso di sostanze inebrianti
  • Vi sono altri cinque precetti facoltativi, fra cui quello di astenersi da onori e cariche pubbliche, che sarebbe bene osservare. In realtà Tucci ricevette un numero impressionante di onorificenze, medaglie e lauree ad honorem.

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    L'adesione al buddhismo di Tucci

    domenica 31 agosto 2008

    Perché Tucci diventò buddhista? Tucci dichiarò al giornalista Dar, che lo intervistò quando aveva più di ottantaquattro anni per l’Indian Express, che gli chiese come mai cominciò a interessarsi all’India e al buddhismo:

    Ho trovato il buddhismo molto più semplice. È solo una dottrina etica. Tutto è basato sulla sincerità e tu sei completamente libero.

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    Carlo Formichi a Vishvabharati, fra orientalismo e nazionalismo, in uno studio di Laura Piretti Santangelo

    sabato 30 agosto 2008

    libri antichiIeri parlavo dei doni dei libri e dell'insegnamento di Tucci che Mussolini fece a Tagore, quando Formichi fu invitato a tenere il corso di sanscrito a Vishvabharati, la famosa università internazionale fondata a Shantiniketan, in India.

    Formichi, che persuase il Duce a inviare i doni, era un fervente sostenitore del fascismo. Aveva il petto gonfio di orgoglio perché rappresentava, e a ragione, la cultura italiana. Si dichiarò latore del messaggio di Mussolini perché si sentiva un rappresentante del nuovo sistema politico.

    Il ruolo ambivalente di Formichi fra politica e cultura è stato sottolineato per primo da Laura Piretti Santangelo, ex docente di Indologia all'Università degli Studi di Bologna, nell'articoletto «Carlo Formichi: fra orientalismo e nazionalismo», in Contributi alla storia dell’orientalismo (Bologna 1985).

    Benché sia uno studio modesto, le dieci pagine della Piretti hanno il pregio di aver colto questo importante aspetto del maestro del nostro studioso.

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