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La pulizia degli indiani

martedì 12 gennaio 2010

Ecco quello che dice in India e indiani il maestro di Tucci, Carlo Formichi, sulle necessità degli europei e sulle abitudini igieniche degli indiani o, come li chiama spesso, gli indigeni. Non si legge nel suo discorso un certo paternalismo?

Viaggiare in prima classe è una necessità per un europeo, sì perché i lunghissimi percorsi lo obbligano a passare due o tre notti in treno, sì perché si sentirebbe a disagio in mezzo agli indigeni.

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Si può scrivere in modo imparziale di Giuseppe Tucci?

venerdì 05 giugno 2009

Giuseppe TucciQuando ho cominciato questo blog ho pensato che appartenere alla stessa linea di pensiero del mio maestro ed essere stata allieva dei suoi allievi poteva essere uno svantaggio, specie per ricostruire la storia di un personaggio così singolare come lui, che ha influenzato non solo la sua epoca, ma ha formato intere generazioni di studiosi. Non avrei potuto essere imparziale.

Poi mi sono resa conto che tutto questo poteva costituire un vantaggio: chi meglio di un insider può scoprire quello che succede dietro le quinte delle ricostruzioni ufficiali? Chi su un fatto può captare meglio le mille contrastanti voci e cogliere l’aggiustamento dalla verità?

Insomma, per scrivere la storia di un personaggio bisogna esserne estranei o, al contrario, bisogna conoscerlo bene, magari di persona? E si si conosce, si può essere imparziali?

Ed è il destino, o il frutto di qualche azione passata, il karman, come direbbe Tucci, che mi ha portato qui?

Una cosa è certa: questo percorso alla scoperta del Maestro mi ha dato molta gioia. E' lui che mi ha ispirato per cominciare le riviste di Asiatica, nel 1995, cose antiche con mezzi, allora, nuovissimi, per conoscere l'Asia e per diffondere la cultura della conoscenza, del rispetto e dell'amore per le sue civiltà e le sue genti.

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Perché ho meno voglia di scrivere su Giuseppe Tucci: assurdi della Rete

sabato 02 maggio 2009

Molti mi chiedono perché non pubblico su questo blog regolarmente come prima, e invece scrivo su Orientalia.

La ragione è semplice: perché non solo ho scoperto che i miei post sono copiati verbatim in altri siti con i server in Romania, Bulgaria, ecc., e quindi scrivere ai provider per farli rimuovere è abbastanza inutile, ma ci sono diversi ragazzi italianissimi che stanno scrivendo le tesi sul maestro e prendono a piene mani le notizie e i dati (senza citarmi perché un blog non si cita!) e poi mi scrivono.... continua

La democrazia con gli occhi del Buddha

venerdì 14 novembre 2008

Obama e il  Dalai LamaQuesto l'ho scritto di là, quando Barack Obama ha vinto le elezioni, ma penso che vada bene anche su questo blog. Perché abbiamo detto che Tucci non si interessava di politica, così diceva, ma io non ci credo: perché per iniziare gli scavi archeologici la politica si deve coinvolgere, ci vogliono permessi di scavo, permessi di transito, permessi di lavoro e permessi per impiegare gli operai locali. E per dirigere l'IsMEO ... continua

Per chi ama l'Oriente

martedì 11 novembre 2008

tangkaE' davvero bel blog Thais blog, che parla di arte orientale ma anche di come pulire i mobili che vengono dall'Est, di aste, di calligrafia, di prelibatezze culinarie come gli scorpioni, di come riconoscere le antiche porcellane cinesi e di molto altro.

E' un blog che da ogni pagina trasuda ed emana la passione per quello che l'autore fa, cioè il mercante d'arte, il collezionista e l'imbonitore di aste.

Leggete per esempio questo post sulle tangka. Queste sono opere religiose buddhiste dipinte su tela, ... continua

Riflettendo su questo blog...

sabato 08 novembre 2008

L'altro ieri sera sono andata a una presentazione di Mauro Lupi allo IAB forum, a Milano. Ha parlato di Content marketing e, fra le altre cose, ha detto che se un blog non va, o se un blog aziendale non può parlare dei prodotti aziendali, si cambiano i contenuti. Per esempio, chi ci scrive può parlare di sé.

Questo blog ha la sua nicchia di affezionati lettori, ma se paragonato a Orientalia4All è molto meno conosciuto. C'è poca discussione.

Mi chiedevo allora se non sarebbe il caso di diversificare i post, mettere meno documenti e citazioni, per esempio.

Voi che dite? Cosa suggerite?

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Quanto è autorevole questo blog?

lunedì 13 ottobre 2008

Propongo ai miei stimati lettori il quesito che ha posto il professore Vincent K. Pollard, dell'Università delle Hawai'i a Manoa, che ha scritto queste 13 domande perché i suoi allievi verifichino se Wikipedia, o un altro sito Web, sia attendibile, e in che misura, partendo dal presupposto che la credibilità sia alla base del principio di autorità.

Secondo voi, quanto è autorevole questo blog?

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Tucci e Maraini, gli eterni nemici: ma poi, perché?

lunedì 18 agosto 2008

Tibetan childHo parlato diverse volte dell'ostilità che si creò fra Giuseppe Tucci e Fosco Maraini, il bel giovane che lo accompagnò, in qualità di fotografo, nelle missioni in Tibet centrale del 1937 e del 1948, anche se in quest'ultima solo per un breve tratto.

Infatti, abbiamo visto che pare che solo a Tucci le autorità avessero concesso il permesso di arrivare fino a Lhasa. O così lui racconta.

C'è un giornalista che pochi giorni fa ha parlato di Tucci e di Maraini. E' Lorenzo Cairoli, che riporta un brano di Maraini sul burro e l'ampio uso che se ne faceva, ordinario e rituale, quando ancora il Tibet era un paese autonomo, con la sua identità culturale inviolata.

L'articolo di Maraini è stato pubblicato in un numero de Le vie del mondo, del febbraio 1951, e questo è parte del brano che ha trascritto Lorenzo nel suo bel blog:

Il burro ha un posto importantissimo nella vita tibetana; col burro si pagano in gran parte le tasse, il burro si porta in dono e si riceve in dono, il burro si discioglie nel tè emulsionandolo con la soda, di burro le donne si spalmano la faccia e i capelli, col burro ci si ripara dal freddo e dal vento ungendosi il corpo, il burro si offre agli dei [...]

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Enrica Garzilli sull'inserto Nòva del Sole 24 Ore: come usare le fotografie di scarto

giovedì 10 luglio 2008

Enrica GarzilliVi ricordate che oggi è giovedì e dovete comprare il Sole 24 Ore, vero? Ché nell'inserto Nòva c'è un mio articolo su di un blog di fotogiornalismo stupendo di The Boston Globe.

Sarebbe bello poter usare qualcuna delle migliaia di foto di Tucci delle spedizioni che non sono entrate nei repertori ufficiali per realizzare qualcosa di simile!

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Enrica Garzilli su Gandhi per il blog di Nòva del Sole24Ore

mercoledì 09 luglio 2008

GandhiEcco qui, su Gandhi riproduco il post che ho scritto per il blog che ha inaugurato il secondo compleanno di Nòva, l'inserto tecnologico cartaceo del Sole 24 Ore, a cui collaboro.

Il tema che ci avevano proposto era intrigante "Ispirazione: chi sono gli ispiratori del pensiero che alimenta i cercatori di innovazione che abitano le pagine di Nòva?"

Io ho avuto diversi maestri e maestre, persone che stimo sopra tutti, fra i quali Tucci, e che mi hanno dato moltissimo, ma il mio primo pensiero è andato al Mahatma perché la sua Autobiografia, che lessi tanti anni fa, mi ha rivoluzionato la vita. E questo è il post:

LA GRANDE ANIMA DI GANDHI: GENTILE MA IN TUTTA FERMEZZA

Mahatma Gandhi (1869–1948) ha cambiato il corso della storia di miliardi di indiani, e anche il mio. Padre dell'indipendenza dell'immensa nazione, Gandhi, come sospeso in una prodigiosa ambiguità fra il mistico e il pratico, ha fatto conoscere al mondo il concetto di Satyagraha, cioè il non compromesso, l’adesione assoluta -- senza smarrimenti e senza svabature romantiche -- a un principio ritenuto fermamente valido.

Il Satyagraha si attua mediante la disobbidienza civile alla legge, lo sciopero pacifico, la sospensione di ogni attività, l’arresto della vita della nazione. Ma non fu un concetto astratto: se ne ebbe la dimostrazione nella Marcia del sale, a Dandi, in Gujrat, dove il 6 aprile 1930, violando la legge del monopolio britannico, Gandhi estrasse per primo il sale dal mare. Fu un’audacia che commosse e spinse come un fiume in piena l’India intera; e la ribellione non violenta si estese a macchia d'olio in ogni parte del paese.

L'Ahimsa o non-violenza e l’autodisciplina, la coerenza totale all’ideale del Satyagraha, cioè la resistenza passiva -- i due cardini della lotta che guidò l'India contro il colonialismo -- furono realizzati non attraverso un gelido controllo su se stesso, covando nell’animo il rancore, ma attraverso l’amore e, a livello etico, attraverso la reciproca tolleranza, un principio che fa sì che ognuno di noi accetti le differenze nel modo di pensare e di vivere dell’altro.... continua