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Tucci e la spedizione in Nepal del 1952 - III

venerdì 12 settembre 2008

NamgyalA occidente di Mustang, nel Nepal occidentale, c’era il monastero fortificato di Namgyal. C’erano rimaste solo delle cappelle e delle sale con alcune tracce di pitture, la sala delle adunanze dei monaci con gli affreschi dei cinque Buddha supremi e un mcod’ rten in bronzo dorato, un tempietto nel quale stavano assise le immagini in terracotta dei lama della setta Sakyapa e, in ultimo, un magazzino delle statue sottratte alle rovine. Ovunque, la setta Sakya prevaleva.

Sin dagli inizi il compito di questo monastero fu quello di assistere i Dalai Lama che si susseguirono nelle loro attività religiose pubbliche e di officiare le cerimonie rituali per il benessere del Tibet. La particolarità di questo monastero era quella di essere non settario e di mantenere sia gli insegnamenti che le pratiche religiose di tutte le quattro principali scuole del Buddhismo tibetano.

Quando il XIV Dalai Lama fuggì dal Tibet per l'invasione cinese, fu accompagnato da cinquantacinque monaci di Namgyal, che fu rifondato appena fuori la nuova residenza di Sua santità a Dharamsala e nel quale furono preservate le tradizioni artistiche e culturali del Tibet.

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Tucci e la spedizione in Nepal del 1952 - I

venerdì 02 maggio 2008

N La spedizione arrivò nella capitale della regione del Mustang, all’estremo confine col Tibet. La marcia era stata difficile per la mancanza di strade e per il freddo pungente, ma era stata molto più facile e sicura della strada da Kathmandu a Pokhara che si snodava infida fra l’acqua calda delle risaie che nutriva piattole, zanzare e miasmi malsani.

Le case erano tutte addossate le une alle altre e all’apparenza era tutto un po’ squallido: ma Mustang era ricca perché era una città di frontiera, piena di mercanti che scendevano dal Tibet.

Il castello era franato da due anni e il re era andato ad abitare nel feudo di Tenkar. In tutto il Tibet si accoglieva l’ospite con doni: un cosciotto di montone, delle preziose uova o delle rarissime verdure. Ma il re di Mustang non si fece vivo. Allora Tucci gli mandò per mezzo dei carovanieri i doni che gli aveva destinato. Il re capì e si dette un gran daffare per rimediare alla scortesia. Tucci voleva solo dargli una lezione! ... continua