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Il Tibet oggi e la marcia dei tibetani in esilio

mercoledì 12 marzo 2008

Mi chiedo cosa avrebbe pensato Tucci dei disastri che ha compiuto la Cina sul suo amato Tibet e della marcia dei tibetani in esilio, per rientrare in possesso della loro terra , che è cominciata il 10 marzo a Dharamsala e finirà al confine con la Cina. Noi, con i nostri blog, la seguiremo.

Appoggiamo tutti la causa della liberazione del Tibet dalla Cina e il ritorno dei tibetani in esilio.

I partecipanti sperano di poter raggiungere il confine del Tibet alla vigilia delle Olimpiadi di Pechino dell’agosto 2008. Due sono i momenti storici che vogliono ricordare: le prossime Olimpiadi e i 50 anni della rivolta del Tibet del marzo 1959 contro l'occupazione cinese.

Il governo cinese, che ha escluso la Tibetan Autonomous Region (circa metà dell'ex Tibet) dai giochi, viene accusato di usare le Olimpiadi come piattaforma per ottenere il riconoscimento come leader globale e promuovere la propaganda contro il Tibet. Bejing vede insomma questo momento come un'opportunità per legittimare il suo dominio.

Nello spirito della rivolta del 1959, per difendere il Dalai Lama, e in memoria dei tibetani che hanno sacrificato la loro vita per l'indipendenza, è stato anche dichiarato l'inizio del Tibetan People’s Uprising Movement (una rivolta pacifica, ovviamente). Queste sono le richieste che fanno alla Cina.

Rircordo che oltre 1.000.000 di persone sono morte come diretta conseguenza dell'occupazione e l'annessione del Tibet da parte della Cina nel 1958, Quello che è successo durante la Rivoluzione culturale è stato un vero e proprio genocidio e una sistematica distruzione della cultura. Bambini tibetani tolti alle famiglie d'origine e fatti crescere in famiglie cinesi di provata fede comunista; migliaia di laici, di monaci e monache uccisi o torturati; vecchi costretti a mangiare e vestire secondo la moda dei conquistatori; dei e simboli rimpiazzati con le immagini di Mao e, in seguito, con quelle della Banda dei Quattro; coloni cinesi delle comuni dislocati in Tibet per "colonizzare" le rozze province teocratiche. E' stata ed è tuttora una vera e propria operazione di pulizia etnica. Circa i 2/3 dei monasteri sono stati distrutti (il Tibet era un paese teocratico di cultura buddhista), insieme a libri, manoscritti e guide, le opere d'arte sono state trafugate e rivendute o portate in Cina.

A ispirare la Marcia del ritorno in Tibet è stata la Marcia del sale di Gandhi, cominciata il 12 marzo 1930, che fu assolutamente non violenta e fu fatta per sfidare l’impero britannico, che aveva imposto la tassa sul sale. La Marcia del ritorno in Tibet è fatta con la stessa intenzione, quella di sfidare la Repubblica popolare cinese.
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