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La missione incivilitrice dell’Europa

domenica 14 marzo 2010

fascisti in AsiaÈ del 1940 Forme dello spirito asiatico, in cui Tucci pubblicò tredici articoli, di cui alcuni già usciti in precedenza, pur con qualche modifica.

Per esempio, l’articolo «Tradizione e riforma nell’India» ampliava «Tradizionalismo e innovatori nella letteratura dell’India» del 1927.... continua

Limes - Il pianeta India: Gandhi dynasty

giovedì 31 dicembre 2009

Limes Pianeta IndiaSe volete finire l'anno in bellezza andate subito a comprare Limes - Pianeta India. E' un numero interamente dedicato al subcontinente che ha onorato Giuseppe Tucci conferendogli il prestigioso Premio Jawaharlal Nehru per la Comprensione Internazionale.

Limes è un'ottima rivista di geopolitica e a questo numero hanno collaborato grandi firme internazionali. Più modestamente, troverete anche il mio articolo Gandhi dynasty, sulla famiglia che ha generato tre primi ministri - Jawaharlal Nehru, Indira e Rajiv Gandhi -, e che ha più influenzato la politica non solo dell'India, ma del mondo.

Fu Nehru, infatti, che al tempo della Guerra fredda decise di non allinearsi né con l'Occidente e la NATO, né con l'URSS e i Paesi dell'Est, scegliendo per l'India una terza via di non allineamento e di neutralità, via che hanno percorso in seguito anche i paesi dell'America centrale e meridionale, quelli della Penisola Arabica, l'Africa e il Sudest asiatico. Tutti conoscono poi l'enorme sviluppo che sta avendo l'India a livello economico, uno sviluppo temuto dal gigante confinante, la Cina, e voluto dai politici che si sono avvicendati e dalle multinazionali, che hanno fatto parlare di neo-colonialismo occidentale sul suolo indiano.

  • Gandhi dynasty

  • Il primo ministro Jawaharlal Nehru (1889-1964)

  • Indira Gandhi (1917-1984), Feroze Khan (1912-1960) e il figlio Sanjay (1946-1980): la dinastia cresce

  • Il potere dei Gandhi si allarga a macchia d'olio

  • Una, dieci, cento dinastie

  • Una grande famiglia per la più grande democrazia del mondo, dove le cariche si tramandano per via parentale. Dal padre del primo capo del governo indiano, Jawaharlal Nehru, fino al figlio di Sonia, Rahul Gandhi, una storia di potere, influenza e nepotismo.... continua

    Il buddhismo di Tucci e la tazza troppo colma

    sabato 24 ottobre 2009

    fiore zenL'enorme cultura di Tucci, proposta a ogni pié sospinto, e allo stesso tempo il suo proclamarsi budddhista mi fanno pensare a una famosa storia zen, che riporto nella traduzione di Adelphi (1973): ... continua

    Le mappe antiche

    lunedì 24 agosto 2009

    Tibetan womanIn Tibet occidentale si accorse di uno dei problemi più spinosi per chiunque volesse ricostruire la religione e la storia locali: la geografia, la geografia storica e la... continua

    Il sanscrito lingua franca di Giuseppe Tucci

    martedì 14 luglio 2009

    SanscritoSempre a proposito di libri, Hem Raj, il nepali e la grammatica Candrika, Giuseppe Tucci, benché conoscesse abbastanza bene anche la lingua più parlata del Nepal, cioè il nepali, con Hem Raj non lo usava.

    Con lui parlava solo e sempre in sanscrito e scriveva anche nella lingua degli dei, con le lettere dell'alfabeto devanagari non translitterate, come quelle che vedete nella foto a lato. Che poi sono le stesse lettere usate ancora oggi per alcune lingue moderne come l'hindi, il nepali e, lievemente modificate, il panjabi o gurmukhi, la lingua del Panjab.

    Tucic infatti parlava il sanscrito fluentemente, tanto da sostenere discussioni filosofiche in questa lingua, e il grande pandit era stato... continua

    Hem Raj Sharma, la lingua nepali e la Candrika

    lunedì 13 luglio 2009

    Grammar bookA proposito di libri, forse non sapete che il maestro nepalese di Giuseppe Tucci, il pandit Hem Raj Sharma, ha scritto la prima grammatica della lingua nepali.

    Si intitola Candrika e ha fissato una volta per tutte le regole di una lingua che, pur essendo molto simile al sanscrito, fino ad allora era solo parlata. E l'ha anche pubblicata nella sua casa editrice, allestita al piano terra dell sua enorme casa nel cuore di Kathmandu.... continua

    Il mio libro sulla politica italiana in Asia da Mussolini a Andreotti

    sabato 11 luglio 2009

    libroDa alcuni giorni non aggiorno queste mie riflessioni su Tucci e la politica culturale italiana in Asia. Infatti ho saputo dalla mia casa editrice che la data del libro di storia in preparazione, quello per cui ho ricostruito la politica culturale fascista e democristiana in Asia, è stata spostata dall'autunno agli inizi di gennaio.

    Grandi fatiche per consegnare il dattiloscritto in primavera, dopo le vicissitudini (che vi racconterò, da scriverci un altro libro!) varie per trovare un editor valido, e poi questa notizia! Ma dicono che le case editrici hanno i loro tempi e, soprattutto, la loro programmazione.

    Quindi, racconterò sempre la storia del nostro studioso, così essenziale per la storia della politica culturale asiatica, ma con calma, quando mi sono sbollite un po' il fastidio e la rabbia.

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    Giuseppe Tucci al Poldi Pezzoli

    lunedì 08 giugno 2009

    Madonna col BambinoIl 28 maggio ero fuori Milano e purtroppo non sono potuta andare al Museo Poldi Pezzoli. Mi avevano invitata alla conferenza del ciclo Collezionismo e collezionisti tenuta da Pierfrancesco Callieri.

    Callieri è professore ordinario di Archeologia e storia dell’arte dell’India e dell’Asia Centrale presso l’Università di Bologna e ha presentato la collezione di Giuseppe Tucci conservata al Museo Nazionale d’Arte Orientale Giuseppe Tucci di Roma.

    La conferenza di Callieri si intitolava Giuseppe Tucci: una vita sulle vie dell’Eurasia.

    L’iniziativa delle conferenze, nata da un’idea di Sergio Romano, si proponeva di devolvere il ricavato delle quote di iscrizione a sostegno della casa-museo milanese ed era organizzata in collaborazione con l’ Associazione Amici del Museo Poldi Pezzoli.

    Ho appena scritto al museo e se renderà disponibile la registrazione della relazione (sempre che l'abbia fatta) la potrete scaricare su questo sito. Ovviamente, tutto il ricavato della registrazione andrà al Poldi Pezzoli. Stilerò una anche una lista delle persone che l'hanno scaricata, insieme alla somma offerta.

    (Nella foto, Madonna in trono con il Bambino di Ludovico Brea - ca. 1475-1522 - donazione al Poldi Pezzoli in memoria di Marcello del Torre e Emi Bianchi del Torre Lafranconi, 2004)

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    Si può scrivere in modo imparziale di Giuseppe Tucci?

    venerdì 05 giugno 2009

    Giuseppe TucciQuando ho cominciato questo blog ho pensato che appartenere alla stessa linea di pensiero del mio maestro ed essere stata allieva dei suoi allievi poteva essere uno svantaggio, specie per ricostruire la storia di un personaggio così singolare come lui, che ha influenzato non solo la sua epoca, ma ha formato intere generazioni di studiosi. Non avrei potuto essere imparziale.

    Poi mi sono resa conto che tutto questo poteva costituire un vantaggio: chi meglio di un insider può scoprire quello che succede dietro le quinte delle ricostruzioni ufficiali? Chi su un fatto può captare meglio le mille contrastanti voci e cogliere l’aggiustamento dalla verità?

    Insomma, per scrivere la storia di un personaggio bisogna esserne estranei o, al contrario, bisogna conoscerlo bene, magari di persona? E si si conosce, si può essere imparziali?

    Ed è il destino, o il frutto di qualche azione passata, il karman, come direbbe Tucci, che mi ha portato qui?

    Una cosa è certa: questo percorso alla scoperta del Maestro mi ha dato molta gioia. E' lui che mi ha ispirato per cominciare le riviste di Asiatica, nel 1995, cose antiche con mezzi, allora, nuovissimi, per conoscere l'Asia e per diffondere la cultura della conoscenza, del rispetto e dell'amore per le sue civiltà e le sue genti.

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    Tucci e la spocchia europea

    lunedì 02 febbraio 2009

    In tutta la sua opera Tucci ha insistito sul valore di incontrare gli altri popoli senza ammantarsi della spocchia europea. Proprio così, la mentalità che ci fa credere che noi siamo superiori a un tibetano, o un nepalese, un indiano, un pakistano, un cinese e così via.

    Ma poi, quando succedono fatti come questo, io mi chiedo: tutti gli studi e le opere di Tucci sono valsi a qualcosa? Ci hanno insegnato qualcosa a livello etico o sono importanti solo per sé stessi, per il loro valore culturale, perché hanno fatto avanzare di un passo la conoscenza?

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