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Il viaggio verso occidente di Hsüan-tsang

venerdì 28 novembre 2008

CinaUno degli autori preferiti di Tucci fu il pellegrino Hsüan-tsang (ca. 600-664), un monaco buddhista cinese famoso per il suo viaggio in India e Asia centrale, durato diciassette anni, su cui scrisse una cronaca dettagliata.

Studiò al famoso centro buddhista di Nālanda e riportò in Cina 657 testi in sanscrito,... continua

Che avrebbe detto Tucci di Obama?

mercoledì 05 novembre 2008

ObamaNon so cosa avrebbe pensato Tucci di un presidente degli Stati Uniti d'America nero, anche se in comune Tucci e Barack Obama hanno l'ammirazione per Gandhi.

Tucci infatti più volte, nei suoi libri di viaggio, ha dichiarato che la politica proprio non gli interessava.

Ribadì in La via dello Swat (1963), il racconto delle perlustrazioni preliminari e della missione archeologica a cui dal 1955 diede vita nella valle dello Swat, in Pakistan:

In tempi nei quali stanno tanto a cuore le istituzioni ed i reggimenti, il lettore vorrà forse sapere qualche cosa dell’amministrazione dello Swat. Io su questo punto sarò molto breve, perché se c’è una cosa al mondo che proprio non m’interessa, è la politica e le leggi o quello che chiamano governo.

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Il viaggio lento di Tucci

martedì 14 ottobre 2008

Sutlej ValleyTucci spiega in Santi e briganti nel Tibet ignoto (1937), in uno dei suoi motivi ricorrenti peculiari, il suo amore per il viaggio lento, a piedi o a cavallo, e per la vita libera dei nomadi. Certo non amava gli hotel comodi ma chiassosi, gli aerei e i treni, ma il contatto diretto con la natura.

Erano ormai nella valle della Sutlej che scorreva «tumultuante e precipitosa» in fondo all’abisso. Alla loro destra la Spiti vi si gettava fragorosa, aprendosi un varco attraverso una ciclopica fenditura della roccia.

Ci volgiamo indietro, quasi per dare un addio alla strada percorsa, così come si saluta una persona cara: la vita di carovana abitua a questo amore della strada. Quel lento e guardingo camminare, quel faticoso avanzare e conquistare vette e tentare discese dànno un senso di intima solidarietà col paese. Ne ricordiamo i particolari, gli orrori e il fascino: la civiltà di ci regala la velocità, ma ci distacca da questo contatto immediato con la natura; la macchina ci porta e ci rapisce quasi e il paese fugge di fronte a noi prima che abbiamo potuto fissarne le impressioni e presto vanisce e si perde come un sogno lontano.

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Viaggio lento

mercoledì 03 settembre 2008

caravanTucci dichiarò più volte di amare solo il viaggio lento, in carovana, con gli yak o con gli asini o i cavalli o, meglio ancora, a piedi.

Con l'automobile il paesaggio scorreva veloce e si perdeva come un sogno, mentre camminando si era immersi nella natura e nei silenzi dei pianori del Tibet.

Nonostante fosse velocissimo a scrivere, Tucci quando viaggiava non amava la velocità.

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